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VECCHI
o IL SESTO SENSO "Vecchi" può essere definito come l'ultimo atto di una trilogia iniziata con "Balera" e proseguita con "Sala da Pranzo". Con questa trilogia il regista e autore Achille Roselletti ha cercato di mettere a nudo i principali problemi della nostra società con un occhio rivolto al passato, non per gettare sguardi nostalgici, ma per cercare di recuperare tutto ciò che è stato fondamentale nella nostra cultura e che adesso sembra di moda mettere da parte, o - peggio ancora - disconoscere. Anche dal punto di vista stilistico le "pièces" suddette costituiscono un tutt'uno dato che "Balera" era uno spettacolo senza parole ed esclusivamente visuale, "Sala da Pranzo" al contrario era una "pièce" di teatro di parola, ed ora "Vecchi" è un mix di teatro di parola e di teatro visuale, unendo realtà e sogni ed alternando lo squallore del presente con il fascino dei ricordi. Perchè questo titolo? Il titolo non si riferisce al sesto senso comunemente inteso (cioè la capacità di sentire cose o avvenimenti che stanno per avverarsi) ma si riferisce al nostro "senso interno" che spesso sostituisce i sensi fisici. Il titolo si ispira ad un verso del poeta inglese Wordsworth "the images flash into the inward eye wich is the bliss of solitude" Un sesto senso cioè che ci salva soprattutto in momenti di solitudine. La storia si svolge in un ospizio per anziani. In questo ospizio sotto le cure più o meno amorevoli di una suora finto-dolce, di due infermiere distratte, e di un dottore-mafioso, vivono - ma meglio sarebbe dire vegetano - sei poveri vecchi, aspettando di morire e consumando il poco tempo che rimane da vivere in chiacchere assurde e amari rimpianti. L'arrivo di un nuovo ospite (costretto al ricovero da un genero poco amorevole), che rifiuta di vegetare e che cerca disperatamente un soffio di vita anche in un ambiente dove la vita sembrava sospesa, porterà lo scompiglio (o la vita???) cercando di far aprire, agli ospiti dell'ospizio, il loro "occhio interno" e di mettere in funzione i sensi che sembravano sopiti da anni. Ma lo sforzo di Giovanni - questo è il nome del nuovo arrivato - si rivelerà inutile ed anche lui finirà come gli altri continuando a vegetare in un posto chiuso e lontano dagli sguardi della cosiddetta società civile.
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